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30/04/2008

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30/04/2008

Messaggio Da diego il Sab 10 Mag 2008 - 18:19

30/04/2008
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diego

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«No al medico nero» Sfascia l'ospedale

Messaggio Da diego il Sab 10 Mag 2008 - 18:20

«No al medico nero» Sfascia l'ospedale
(Ro) Lo trovano privo di conoscenza in mezzo alla strada, lo fanno salire su un'ambulanza e lo conducono in ospedale a Spilimbergo , dove il paziente s'infuria, sfascia porte, computer, vetrate, spintona medici e rifila un pugno a un'infermiera. Il motivo? Da quanto è emerso nel corso del processo celebrato ieri l'imputato non voleva per nessuna ragione farsi curare da un medico di colore, in quel momento presente nel pronto soccorso della struttura ospedaliera spilimberghese.

Ascoltata la testimonianza dell'infermiera Sara R. colpita da un pugno - ha risposto alle domande di chiarimento dell'avvocato difensore Antonino Di Pietro e del pm Vania Marinello - il giudice Roberta Bolzoni ha rinviato il procedimento penale nel quale l'operaio Mario Candido, 41 anni, di Maniago, è chiamato a rispondere delle contestazioni di resistenza a pubblico ufficiale (medici e infermieri dell'ospedale) e di danneggiamenti aggravati. Il 20 maggio 2002 l'imputato, assistito dall'avvocato Di Pietro, si sarebbe rifiutato di scendere dall'ambulanza, che lo aveva raccolto in uno stato di semincoscienza e di entrare al pronto soccorso. Non solo. Candido avrebbe iniziato a spintonare infermieri e medici e - come ricostruito dalla testimonianza dell'infermiera che ha confermato gli elementi di prova ricostruito dai Carabinieri - rifilando un pugno sul naso a un'operatrice sanitaria. Non solo. Una volta entrato al pronto soccorso - sempre per l'accusa - l'imputato, che temeva d'essere visitato da un medico di colore, avrebbe iniziato a sfasciare ogni cosa: raccolto un vaso da fiori lo aveva scagliato contro la vetrata di una porta, avrebbe fracassato un telefono e il monitor di un computer.
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UCCISE L'AMICA, LIBERTà VICINA

Messaggio Da diego il Sab 10 Mag 2008 - 18:20

UCCISE L'AMICA, LIBERTà VICINA
Spilimbergo

(Ro) Ieri i giudici della Cassazione, esaminato il ricorso dell'avvocato difensore Giancarlo Zannier, hanno confermato la sentenza con la quale il giudice di primo grado Patrizia Botteri (e poi in Appello) aveva inflitto 16 anni di reclusione all'operaio spilimberghese José Tonello, 49 anni, all'epoca dei fatti disoccupato con gravi problemi di alcoldipendenza, ritenendolo responsabile dell'omicidio volontario dell'amante-amica Maddalena Zuliani, 68 anni. L'imputato - secondo il pm Federico Facchin e i carabinieri del Nucleo operativo - a metà novembre 2004, al culmine di un periodo di forti contrasti con l'amica, l'avrebbe raggiunta nell'abitazione dove viveva con l'obiettivo di chiarire una controversia sul furto di un telefono cellulare, ma a quel punto sarebbe nato un violento diverbio al termine del quale Tonello - sempre secondo gli inquirenti, ma confermato dai giudici - avrebbe afferrato una bottiglia di vino, con la quale avrebbe fracassato la testa e ucciso Maddalena Zuliani (il corpo senza vita della donna, che viveva da solo, venne trovato due giorni più tardi. Ora che la sentenza è definitiva Josè Tonello potrà calcolare i giorni che gli mancano per tornare a casa in semi-libertà. Avendo già scontato quasi 4 anni e dopo aver cancellato i 3 anni d'indulto e i mesi della buona condotta, dovrebbe tornare a casa tra circa 8/9 mesi.
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Spettacoli e cultura, due anni di crisi

Messaggio Da diego il Sab 10 Mag 2008 - 18:21

SPILIMBERGO Donato Guerra: «Ci siamo battuti per non spegnere le luci, ma abbiamo grande bisogno di un contenitore adeguato»
Spettacoli e cultura, due anni di crisi
La denuncia del presidente del Circolo: «Associazioni penalizzate da quando ha chiuso il Miotto»
Spilimbergo

«Per gli operatori culturali dello spilimberghese gli anni 2006 e 2007 sono stati anni che hanno compromesso la normale programmazione annuale». A dichiarare lo stato di crisi, è il presidente dell'associazione culturale Il Circolo, che si occupa di cinema e teatro nella città del mosaico. È il professor Donato Guerra, da molti anni attivo non solo sul fronte di queste iniziative, ma anche sostenitore di altre proposte, fra cui Fax for Peace. Così Guerra spiega le ragioni del "crollo" di Spilimbergo : Il 31 marzo 2006 ha chiuso i battenti l'ultimo cinema-teatro della zona, il Miotto, che serviva un bacino di trentamila persone, ponendo termine conseguentemente anche a una serie di iniziative culturali che le associazioni locali realizzavano appoggiandosi logisticamente alla sala». La chiusura della sala ha quindi rischiato di mettere fine non solo alle proiezioni programmate dal proprietario privato della struttura, ma a tutta una serie di esperienze organizzate da associazioni, circoli e scuole, come rassegne di cinema d'essai, concerti e convegni.

Il momento più critico è quello fra il 31 marzo 2006 e il 31 marzo 2007, durante il quale il Miotto è rimasto chiuso. Ma non si è rimasti con le mani in mano. «Questo anno chiarisce Guerra - è stato utilizzato da tutti i soggetti interessati alla riapertura della sala, per ridare alla comunità un fulcro culturale rinnovato. Poi, dall'aprile 2007 l'amministrazione comunale, nell'attesa di acquisire l'immobile, ha stipulato una convenzione con la proprietà». Da allora è passato un anno. Cos'è cambiato? «In questo intervallo le associazioni operanti nell'ambito culturale hanno organizzato una serie di iniziative (rappresentazioni teatrali, rassegne di film, convegni, concerti eccetera) che si sono svolte al cinema teatro Miotto. In questo percorso teso alla salvaguardia dell'ultimo cinema della città, la nostra associazione, Il Circolo, si è impegnata per cercare di non spegnere le luci, organizzando tra maggio 2007 e marzo 2008 ben 47 tra serate, spettacoli pomeridiani per ragazzi e matinée per le scuole».E ora viene lanciata una nuova offensiva. Lo spettacolo di Solenghi, non resterà isolato. Anzi: «Da aprile a novembre al Miotto si succederà una serie di incontri con protagonisti attori illustri, che appassioneranno il pubblico con dei monologhi». La crisi dunque è superata? «Purtroppo no. Finora le associazioni hanno retto. Ma la città ha bisogno di una struttura adeguata».

Claudio Romanzin
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Gruppo Rosa, il sindacato apre la vertenza sui numero dei precari e sul premio salariale

Messaggio Da diego il Sab 10 Mag 2008 - 18:21

Gruppo Rosa, il sindacato apre la vertenza sui numero dei precari e sul premio salariale

Lavoratori precari in aumento, un premio di risultato contrattuale che non si rinnova dal 2003 e un'organizzazione del lavoro sulla quale il sindacato ha qualcosa da ridire: è su questi punti che le organizzazioni sindacali del Chimici di Cgil, Cisl potrebbero aprire una vertenza con il Gruppo Rosa, una delle società più importanti sul territorio provinciale (conta quasi cinquecento addetti) nel comparto della gomma-plastica.

I vertici dell'impresa e le categorie sindacali dei dipendenti si sono incontrati ieri per cercare di aprire un confronto sulle questioni che restano aperte, in particolare sul numero - che Cgil e Cisl considerano troppo elevato - dei lavoratori con contratto a termine e sul premio di produzione. Inoltre chiedono di affrontare la nuova situazione della Rosa Service a Porcia in seguito alla fine del progetto con Electrolux sulle "piastre comando". Nel summit di ieri i nodi non sarebbero stati sciolti: la società ha chiesto tempo fino al 16 maggio quando è previsto un secondo incontro nel quale saranno fornite delle risposte in merito alle questioni poste sul tavolo di ieri. Il sindacato, però, è uscito dall'incontro piuttosto deluso. E questo lascia supporre che - se nella riunione convocata tra una quindicina di giorni - non arriveranno risposte ai temi aperti verrà sicuramente aperta una vertenza. E dal confronto si potrebbe passare a una fase di conflitto nella quale potrebbero esserci anche degli scioperi. «Si tenga presente - sottolinea il sindacato degli addetti dell'azienda che si occupa di componentistica in materie plastiche e che ha stabilimenti a Porcia e a Spilimbergo - che nell'ultimo anno sono rimaste inascoltate tre richieste di incontro che avevamo fatto per cominciare a gettare le basi del confronto anche sul premio che è stato dato solo a una piccola parte dei dipendenti. Ebbene non ci è stata data risposta finché, qualche settimana fa, abbiamo proclamato quattro ore di sciopero. Solo allora siamo stati ricevuti. Non è pensabile un sistema di relazioni industriali in cui è necessario scioperare solo per aprire una trattativa». Le questioni sulle quali le rappresentanze sindacali intendono proseguire nel confronto «costruttivo» (come hanno annunciato) riguardano in particolare le assunzioni dei precari. «Da tempo - sottolineano - c'è un utilizzo di personale con contratti a termine troppo elevato. È necessario trovare degli accordi per poter stabilizzare questi lavoratori offrendo loro della garanzie di continuità». L'altra questione che rischia di finire nella vertenza riguarda il premio, cioé l'aumento salariale legato ai parametri di produttività aziendale. «Siamo fermi dal 2003, perciò auspichiamo che l'impresa voglia condividere i risultati».

d.l.
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Re: 30/04/2008

Messaggio Da Ospite il Mar 13 Mag 2008 - 1:18

per quanto riguarda la questione del Miotto, oltre che all'apertura dei vari cinema multisala tra le province di Udine e Pordenone, io imputerei anche una parte della responsabilità alla gestione che se n'è fatta negli ultimi 10 anni.
ricordo una legge (o decreto legge, se non sbaglio risalente al 1998) che impose il prezzo massimo del biglietto per gli spettacoli pomeridiani tra il lunedì ed il venerdì non festivi (se non sbaglio) a 7000 lire (contro le 9-10mila lire del biglietto serale e week-end).
prima dell'entrata in vigore del provvedimento il cinema offriva una proiezione pomeridiana anche al venerdì, dopodiché (almeno per un bel lasso di tempo) questa proiezione non è più avvenuta.
da allora ho sempre cercato di evitare il Miotto (le volte in cui ci sono stato dal 1998 si contano sulle dita di una mano di un norcino), dato che ritenevo e ritengo tuttora che quella fosse stata una speculazione senza senso (e mi dispiaceva sicuramente regalare soldi a chi ragionò in quella direzione).
il venerdì pomeriggio era una proiezione in genere rivolta ad un pubblico di età relativamente bassa che di sicuro non è in grado di spostarsi autonomamente al di fuori del territorio comunale, quindi la sala non sarebbe stata mai vuota.
il concetto su cui (a mio parere) si contò era il "monopolio" che questo cinema ha sul territorio comunale.
l'aver depennato il venerdì pomeriggio ha sicuramente favorito la tendenza dello spendere l'intera serata in strutture polifunzionali in cui è possibile bere l'aperitivo, mangiare e guardare il film (portandosi dietro anche il pubblico più giovane dello spettacolo eliminato).
secondo punto: a mio parere è mancata una differenziazione di prodotto (arrivata poi comunque, ma tardivamente).
mi spiego meglio: se i film che escono a livello nazionale nelle sale in una certa data arrivano nei cinema più piccoli almeno una settimana e mezza dopo, è chiaro che chi ha interesse nel vedere quei film ed ha la possibilità di muoversi, tenderà a spostarsi di qualche chilometro per vederlo appena uscito.
da qui sarebbe dovuta partire una differenziazione almeno parziale dei titoli delle pellicole in programma già molto tempo prima... non dico certo ai livelli del cinema Visionario di Udine, ma almeno una proiezione ogni mese e mezzo.
anche le serate di cinema estivo all'aperto, se non collegate a qualche altro evento in contemporanea nel comune, credo possano aiutare ben poco.
mi sembra che ci si sia svegliati abbastanza tardi anche nel (RI)utilizzare il Miotto anche come teatro, dato che le precedenti iniziative teatrali nello spilimberghese avvenivano quasi sempre molto in piccolo favorendo anche la "concorrenza" di comuni vicini che sempre più spesso riuscivano a portare i "grandi nomi" ad allietare le loro serate.

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Re: 30/04/2008

Messaggio Da diego il Mar 13 Mag 2008 - 13:27

aigor ha scritto:per quanto riguarda la questione del Miotto, oltre che all'apertura dei vari cinema multisala tra le province di Udine e Pordenone, io imputerei anche una parte della responsabilità alla gestione che se n'è fatta negli ultimi 10 anni.
ricordo una legge (o decreto legge, se non sbaglio risalente al 1998) che impose il prezzo massimo del biglietto per gli spettacoli pomeridiani tra il lunedì ed il venerdì non festivi (se non sbaglio) a 7000 lire (contro le 9-10mila lire del biglietto serale e week-end).
prima dell'entrata in vigore del provvedimento il cinema offriva una proiezione pomeridiana anche al venerdì, dopodiché (almeno per un bel lasso di tempo) questa proiezione non è più avvenuta.
da allora ho sempre cercato di evitare il Miotto (le volte in cui ci sono stato dal 1998 si contano sulle dita di una mano di un norcino), dato che ritenevo e ritengo tuttora che quella fosse stata una speculazione senza senso (e mi dispiaceva sicuramente regalare soldi a chi ragionò in quella direzione).
il venerdì pomeriggio era una proiezione in genere rivolta ad un pubblico di età relativamente bassa che di sicuro non è in grado di spostarsi autonomamente al di fuori del territorio comunale, quindi la sala non sarebbe stata mai vuota.
il concetto su cui (a mio parere) si contò era il "monopolio" che questo cinema ha sul territorio comunale.
l'aver depennato il venerdì pomeriggio ha sicuramente favorito la tendenza dello spendere l'intera serata in strutture polifunzionali in cui è possibile bere l'aperitivo, mangiare e guardare il film (portandosi dietro anche il pubblico più giovane dello spettacolo eliminato).
secondo punto: a mio parere è mancata una differenziazione di prodotto (arrivata poi comunque, ma tardivamente).
mi spiego meglio: se i film che escono a livello nazionale nelle sale in una certa data arrivano nei cinema più piccoli almeno una settimana e mezza dopo, è chiaro che chi ha interesse nel vedere quei film ed ha la possibilità di muoversi, tenderà a spostarsi di qualche chilometro per vederlo appena uscito.
da qui sarebbe dovuta partire una differenziazione almeno parziale dei titoli delle pellicole in programma già molto tempo prima... non dico certo ai livelli del cinema Visionario di Udine, ma almeno una proiezione ogni mese e mezzo.
anche le serate di cinema estivo all'aperto, se non collegate a qualche altro evento in contemporanea nel comune, credo possano aiutare ben poco.
mi sembra che ci si sia svegliati abbastanza tardi anche nel (RI)utilizzare il Miotto anche come teatro, dato che le precedenti iniziative teatrali nello spilimberghese avvenivano quasi sempre molto in piccolo favorendo anche la "concorrenza" di comuni vicini che sempre più spesso riuscivano a portare i "grandi nomi" ad allietare le loro serate.

non conosco benissimo la situazione, ma credo che il nodo centrale sia quello cha hai anche sottolineato tu: a fronte del fenomeno "multisala" (che oltre a spostare fuori dai centri cittadini -come spili- chi voleva andare al cinema, sposta anche chi vuole passare il veerdì o sabato pomeriggio "fuori"), il Miotto non si è mosso per tempo.
Andava presa in mano la situazione, seriamente, e deciso un progetto "intenso". altrimenti si rischia di chiudere... infatti...
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Re: 30/04/2008

Messaggio Da karen il Mar 13 Mag 2008 - 13:41

C'è stato un periodo in cui il Miotto aveva i film più importanti appena usciti (parlo fino al 2000/1).
Secondo me, la questione è molto complessa, influenzata da vari fattori:
-il multisala può ripartire i costi fissi (servizi come luce, acqua, manutenzione) su più utenze rispetto a un cinema piccolo;
-forse più che altro il prezzo del biglietto troppo caro era dovuto a questo, e forse il decreto del '98 è stata una delle "mazzate finali"..
-bisognerebbe anche sapere se la forza contrattuale maggiore dei multisala ha comportato maggiori costi di noleggio dei film per i cinema più piccoli..(te lo noleggio prima io, perchè posso pagarti di più)
-oppure i gestori si attendevano margini di profitto di una certa percentuale, per cui il loro obiettivo era insostenibile a causa della concorrenza dei multisala, con offerta plurima di film e prezzo più basso (forse all'epoca, ora secondo me è esagerata, cosiccome i prezzi di pop corn e robe varie...si sta creando l'oligopolio dei multisala...)

mah... Rolling Eyes
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karen

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